lunedì 8 febbraio 2021

 

Dalla delusione
alla gioia


Era un mercoledì di Marzo 2020, si quello del Coronavirus, Beatrice e Riccardo si trovano dalla nonna insieme a papà Andrea che lavora da casa (si chiude in quella che era la sua cameretta).

 La giornata è splendida, il sole è caldo, la mattinata passa velocemente sul balcone giocando prima con le bambole “Anna e Elsa“ dalle quali Beatrice non si divide mai, con gli Avengers che sono gli eroi prediletti di Riccardo e poi a “Memory” (risale al tempo in cui papà Andrea e zia Alessia erano piccoli con le figurine  dei personaggi di Paperino che loro amano molto) e qui la nonna si rende conto che la sua memoria fa ormai cilecca mentre quella dei nipotini è sorprendente.

 Nel pomeriggio facciamo un giro all’interno del condominio raccogliendo delle margherite da portare alla mamma al loro rientro a casa; poi ci incamminiamo verso il campo Scirea dove c’è una piccola area giochi che è praticamente deserta. Quindi senza perdere tempo lui salta sull’altalena, lei sullo scivolo, si stanno divertendo un mondo.

 Ma ecco arrivare un mezzo della Protezione Civile: due incaricati iniziano a “blindare” i giochi con del nastro adesivo, prima l’altalena dei grandi, poi le porte del campetto da calcio e poi anche i giochi dove si trovano i miei nipotini.

 Non dimenticherò mai l’incredulità e la delusione dipinta sul loro viso, ma tutto ad un tratto qualcosa si muove nell’erba, vicinissimo a noi: è uno scoiattolo che con quattro balzi raggiunge l’albero più vicino, si arrampica e da lassù ci guarda. L’albero è ancora spoglio, lo vediamo benissimo e sembra dire qui non mi potete prendere. E’ stato un momento magico!

I bimbi tutti eccitati abbracciano il tronco ed esclamano: voglio essere uno scoiattolo!  Il sorriso è ritornato sul loro volto.

 

Franca Cerri 

mercoledì 20 gennaio 2021

Il Silenzio - di Carla Manfredi

 

Il Silenzio

Silenzio totale, assoluto, irreale. 

Niente macchine ne clacson. Pure la tangenziale tace. Nessun aereo in cielo. 

L’ascensore solitamente instancabile è fermo Niente passi per le scale. 

Nessun bambino che gioca nel cortile condominiale e nemmeno nel cortile della vicina scuola. Nessuna baraonda all’orario di ingresso e uscita delle scuole. 

Solo qualche uccellino canta all’alba e la bimba del terzo piano di tanto in tanto gioca sul balcone con le bolle di sapone 

Mi sento come in una bolla. Anche il tempo è rallentato. Sembra di sentire il respiro della terra. Pare dica “grazie” a questo strano virus che ha fermato, almeno per un po’, la nostra assurda frenesia. 

E io ho imparato a comprendere la bellezza del silenzio. 

Mi mancherà. 

Carla Manfredi

  Dalla delusione alla gioia Era un mercoledì di Marzo 2020, si quello del Coronavirus, Beatrice e Riccardo si trovano dalla nonna insie...